L’Art Nouveau si propone intenzionalmente come un’arte di ornamento. Ma questo non deve essere inteso in maniera superficiale, piuttosto come il tentativo di sublimare la realtà circostante attraverso il Bello e l’Eleganza.1Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 45
“Alla ‘regola’ classica si sotituisce il ritmo, alla simmetria l’asimmetria[…]”.2Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 55
L’Art Nouveau viene associato ad altre espressioni come: Liberty, Art Deco, Art&Crafts, stile floreale ecc…
Queste espressioni sono più specifiche e descrivono la particolare evoluzione di questo movimento in un dato contesto, come anche l’interpretazione autentica e territoriale della società che ne viene a contatto.
Come nasce il movimento
E’ difficile individuare un’area precisa dove inizi a formarsi l’Art Nouveau. Possiamo osservare che l’Inghilterra, la Francia ed a seguito gli Stati Uniti, hanno un primato per quanto riguarda la grafica e le arti applicate.3Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 57 Per il resto il terreno europeo è variegato e influenzato in maniera abbastanza uniforme dalle tensioni culturali e sociali che lo stavano attraversando.
Sicuramente si tratta, soprattutto in principio, di un movimento giovanile che precede di fatto le avanguardie artistiche del Novecento.4Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 15
Le radici non solo artistiche ma anche etiche risiedono nel movimento preraffaellita, che ricercava un ideale anti-classico e si rifaceva al Medioevo per le sue connotazioni di tipo mistico-simbolico. Gli artisti preraffaelliti, come Dante Gabriel Rossetti, trovavano nel lavoro e nelle arti applicate una componente spirituale.5Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 29
L’opera si trova presso il Metropolitan Museum of Art, a New York.
Anche il Gotico funge da ispirazione, rielaborato e interpretato in maniera personale dagli artisti che aderiranno in un modo o nell’altro al movimento.
Le caratteristiche principali
L’idea dell’Arte per l’Arte coincide con un’esperienza totale, non solo di carattere artistico, ma anche etico e culturale.6Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 16
L’arte doveva coinvolgere diverse discipline in maniera che fossero in armonia tra di loro e che entrassero a fare parte dell’esperienza di vita. Per questo gli artisti di questo movimento erano spesso poliedrici, e se un architetto progettava e realizzava un edificio in stile Art Nouveau, spesso si preoccupava di ogni elemento d’arredo fino al più piccolo particolare.
Inoltre lo spazio non doveva essere chiuso, ma aperto, dispiegarsi come le linee sinuose, in continuo divenire e movimento, che si ritrovano nelle forme della natura.
Un altro soggetto ricorrente nell’Art Nouveau è infatti la decorazione vegetale. Non si tratta solo di estetica tuttavia, ma piuttosto della ricerca in ogni elemento, della struttura organica e dello schema costruttivo e simbolico della sua matrice.7Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 40Essa si riassume nel simbolo della sua funzione8Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 46: la natura diventa fonte d’ispirazione, anche se non in un senso strettamente scientifico.
Così anche nella costruzione di un edificio, gli elementi portanti si trasformano in motivo decorativo, organica fusione di utilità e decorativismo.
Stilisticamente, nell’architettura come nella pittura e nella grafica, si ricercava un’armonia tra l’immagine e la sua cornice, a creare un’opera unitaria.9Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 39
Inghilterra: Modern Style
Partiremo dall’Inghilterra, perché qui il contesto culturale era quello che maggiormente forniva le basi per la creazione del movimento artistico. In questo contesto simbolista, si forma infatti il giovanissimo Aubrey Breadsley.
Uno dei primi a gettare le basi per il nuovo movimento, è senz’altro il giovanissimo grafico inglese Aubrey Breadsley, che lo esprimerà in maniera personalissima, traducendo l’eleganza della linea in un disegno asciutto, incredibilmente sintetico nel suo decorativismo esasperato, tramite il “[…]capriccioso intersecarsi di percorsi grafici […]”.10Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 71
“[…] dove già l’acuta perversità del suo segno lasciava intendere il rifiuto netto di ogni compiacimento “storicistico’ e moralistico […]”.11Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 67,68
Nonostante la critica dei suoi lavori per via dei temi spesso erotici e provocanti, la sua fama cresce moltissimo. Il lavoro forse più noto di Breadsley sono le illustrazioni per la “Salomè” di Oscar Wilde, grande sostenitore del suo lavoro, a differenza di Morris e dei Preraffaelliti.
“[…] un’asciuttezza di gusto e di sensibilità – pur nell’esasperata follia di decorativismo -, un’essenzialità di segno, che la prosa di Wilde, nella sua modernità, non ha mai raggiunto.”12Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 69
Molto malato, Breadsley se ne andrà a causa della tubercolosi a soli 25 anni, ma lascerà un’impronta significativa per il movimento dell’Art Nouveau.
Sempre in Inghilterra verrà fondato il movimento “Art and Crafts”, da parte del grafico, illustratore e decoratore Walter Crane, insieme ad altri collaboratori.
Un altro aspetto fondamentale del movimento, era il desiderio di fare entrare l’Arte nella vita quotidiana, Si vuole che essa operi una trasformazione della società attraverso il gusto. L’arte e la sua realizzazione artigianale, in opposizione alle macchine industriali e all’alienazione che deriva dalla produzione in serie, si propone dunque come strumento di trasformazione della società. Si parla di “moralizzazione del costume attraverso l’arte”.13Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 33
Quest’idea prende forma concreta con la fondazione nel 1861 di una società da parte di William Morris (con altri fondatori tra cui Dante Gabriel Rossetti). Si chiamava “Morris, Marshall, Faulckner & Co” e il suo scopo era quello di opporsi alla produzione industriale. Alla creazione di oggetti artigianali lavoravano artisti che si definivano “operai d’arte”.
Benché Morris intendesse opporsi alla macchina e all’industria, non poté risolvere con successo questa problematica della diffusione dell’artigianato a tutte le classi sociali. Infatti la lavorazione artigianale non consentiva di vendere gli oggetti a basso presso, diventando di fatto una produzione per la sola elite che poteva permettersi l’acquisto. Veniva così meno il significato originale del progetto.14“Anche in questo si deve cogliere il tentativo dell’arte di colmare la frattura arte-società ed anche il rischio nel quale l’arte si pone, di diventare essa stessa strumento della società dei consumi. Ciò a cui non sfugge, nel suo degenerarsi, l’Art Nouveau”. Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 56
Francia
In Francia l’Art Nouveau si esprime con maggiore originalità nei campi dell’architettura, delle arti applicate e nella grafica pubblicitaria, mentre per i campi di scultura e pittura si tratta più che altro di un “farsi influenzare” da parte degli artisti, dalle tendenza di questo nuovo movimento artistico e culturale. 15Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 83
La grande fortuna del movimento nelle arti applicate, beneficiava di una situazione economica e sociale nella Francia di quel periodo, che ne favoriva la diffusione del gusto e ne facilitava la produzione nel mercato artistico.16Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 93
L’artista Henri de Toulouse-Lautrec avrà in comune con le nuove tendenze l’amore per le stampe giapponesi, riprendendone la tipica stesura del colore per superfici uniformi e bidimensionalità, visibile nei manifesti pubblicitari che realizzerà in quantità.
Per quanto riguarda l’architettura fondamentale sarà la diffusione e normalizzazione nell’uso del cemento armato a vista, ad opera di Auguste Perret, evidenziando le strutture portanti degli edifici, in completo accordo con lo stile innovatore.
Altro elemento di spicco nell’elaborazione francese art nouveau, è lo straordinario uso della linea dinamica asimmmetrica.17Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 93
In Francia in particolare, si sviluppa una raffinatissima produzione artigianale di gioielli in stile Art Nouveau, il cui autore più richiesto al tempo era René Jules Lanique.
Cecoslovacchia
In Cecoslovacchia si forma uno degli artisti che diventeranno un simbolo dell’Art Nouveau nel mondo: Alphonse Mucha.
“[…] tema fondamentale è sempre l’immagine femminile, trasfigurata a simbolo di erotismo magico, incastonata in una cornice, spesso circolare, intricata e densa di intrecci lineari e floreali, con una vena inesauribile e doviziosa di motivi”.18Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 267
Spagna: Modernismo
La regione della Catalogna e in particolare Barcellona, sarà protagonista attiva della scena “Art Nouveau” europea.
Il grande architetto Antoni Gaudì, eleborerà in maniera straordinariamente libera ed autentica, le tendenze artistiche del momento.
“[…] esemplari di un linguaggio altissimo, fertile di spunti e di idee, difficilmente catalogabile.”19Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 143
Svizzera
Ferdinand Hodler è uno degli artisti che farà proprie ed elaborerà, le istanze dell’Art Nouveau in Svizzera.
“La pittura di Hodler, di impostazione monumentale, scultorea, si svolge secondo un ritmo compositivo sapiente, basato sulla disposizione simmetrica, sul gesto ripetuto, sul movimento delle figure umane, assunte, quasi sempre, come simboli di concetti astratti”.20Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 235
Altro pittore svizzero molto noto in questo periodo è Arnold Bocklin, di cui il famosissimo quadro “L’isola dei morti” esemplifica bene il suo stile evocativo, che con un realismo minuzioso restituisce scene e personaggi di un mondo mitico, misterioso e pieno di inquietudini.
“Il suo simbolismo si permea di una sorta di magia silente, di astratta, onirica immobilità”.21Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 237
Germania: Jugendstijl
Pur essendo un pittore norvegese, Edvard Munch viveva in questo periodo in Germania.
In lui la linea viva e ad arco, si incontra con la poetica esistenzialista di Kierkegaard, esprimendo l’incomunicabilità del dolore e la solitudine umane.
Stilisticamente questo dipinto è connesso alle correnti moderniste. Tuttavia la rappresentazione, in cui l’ombra dietro la ragazza sembra esprimere le sue preoccupazioni e le sue inquietudini, dimostra come l’artista già si avviava verso l’Espressionismo e verso le sue tematiche esistenzialiste.
Austria
A Vienna un gruppo di giovani artisti, decide di prendere le distanze dalla tradizione accademica, fondando nel 1897 la cosiddetta Secessione viennese. 22Klimt. Testi di Matteo Chini, Giunti Editore, Firenze, 1996, p.15A capo di questo gruppo c’era l’artista Gustav Klimt.
Giovanissimo, segue una preparazione accademia, fatta di studi dal vero, ritratti, nature morte e copie dei grandi artisti del Rinascimento. Ma a questo si aggiunge, di fatto, una certa cointaminazione con la l’Architettura: la sua formazione pittorica era infatti orientata alle arti applicate, finalizzata cioè alla decorazione di ambienti ed edifici. Questo rapporto contestuale dell’opera con il suo collocamento, sarà un elemento ricorrente e in pieno accordo con l’idea di “opera d’arte totale”.23Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione. Catalogo della mostra a cura di Alfred Weidinger, 24 ORE Cultura, Pero (Milano), 2012, p.15
Nel 1899 visita della basilica di San Marco a Venezia, rimanendo profondamente colpito dai suoi mosaici in stile bizantino, che influiranno sul suo utilizzo così generoso del colore oro, presente in molte delle sue opere più famose.24Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione. Catalogo della mostra a cura di Alfred Weidinger, 24 ORE Cultura, Pero (Milano), 2012, p.5
Quello elaborato da Klimt è un linguaggio autonomo, che si serve dell’astrazione e di un decorativismo di influenza bizantina.25Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 222
Klimt non rappresenta solo un personaggio storico, ma una femme fatale. La sensualità della figura è messa ancora più in risalto dalla presenza, per quanto parzialmente visibile, della testa mozzata di Oloferne. Eros e Tanatos sono messi a contrasto su questo paesaggio astratto, decoratissimo e dorato. La cornice è in totale armonia con il dipinto, diventando tutt’uno con esso.
“La Giuditta di Klimt illustra dettagliatamente il tratto moderno del suo lavoro: il modo in cui prende una figura dal tempo presente, una vivacità così calda da inebriarlo, e il modo in cui la porta nell’ombra magica dei secoli lontani, il fatto che essa, con tutto il suo essere reale, appare sublimata e trasfigurata”.26citando Felix Salten, Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione. Catalogo della mostra a cura di Alfred Weidinger, 24 ORE Cultura, Pero (Milano), 2012, p.39
Egon Schiele è un altro pittore austriaco, allievo e amico di Gustav Klimt, che interiorizza le tendenze moderniste. Esso le esprime attraverso una linea tormentata, delineando figure umane e fragilissime, ma anche animate da una forza erotica ed emotiva.
Nelle sue figure, la stessa nudità dei corpi e la loro espressività, si fanno denuncia contro le miserie della vita.27Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 231
Il suo linguaggio artistico si sta già indirizzando verso l’Espressionismo.
“[…] il suo linguaggio, di tipo simbolico-erotico, in cui la linea incastona, avvolgendole, le immagini, scatta e si esaspera in grovigli e impuntature, trasformando la sua carica di erotismo, lievemente sadica, in un aforma di denuncia contro la miseria, il sesso, il mondo politico.”28Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976, p. 231
Conclusioni
Sebbene il panorama artistico di questo movimento sia molto più ampio ed investa molti altri paesi all’infuori di quelli descritti, si voleva fornire un’introduzione all’Art Nouveau, con i suoi protagonisti più conosciuti.
Non si escludono ampiamenti o approfondimenti successivi. (anche su richiesta, fatevi avanti!)
Resta comunque, senza dubbio, un tema d’inesauribile interesse, pieno di sfaccettature ed intersezioni con altri movimenti artistici, campi della cultura e della conoscenza, europea ed internazionale.
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Bibliografia
– Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione. Catalogo della mostra a cura di Alfred Weidinger, 24 ORE Cultura, Pero (Milano), 2012.
– Lara-Vinca Masini, Art Nouveau, Un’avventura artistica internazionale. Tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia. Tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante, Aldo Martello- Giunti Editore, Firenze, 1976.
– Klimt. Testi di Matteo Chini, Giunti Editore, Firenze, 1996.
Sitografia
– https://www.nasjonalmuseet.no/en/collection/object/NG.M.00807 ultima consultazione 25/02/2025

